www.homerestauranthotel.it a breve di nuovo online con App HRH per iOS e Android con più di 6 mila Suite e 1500 Home restaurant Point

Nasce a Reggio Calabria e si realizza a Firenze il primo Home restaurant Hotel al mondo dall’idea di unire l’affitto di una camera alla possibilità di cimentarsi in cucina magari anche con persone del posto che hanno così tramite il social eating la possibilità di fare nuove conoscenze.

L’app sarà presentata a fine Aprile sia a Firenze che a Reggio Calabria e sarà sicuramente un prodotto dinamico, dalle grafiche simpatiche e accattivanti, che darà la possibilità ai tanti b&b di iscriversi con facilità ma anche e sopratutto la possibilità a chi in casa propria vuole iniziare ad offrire il modello ideato due anni fa da Gaetano Campolo Amministratore dell GC restaurant & MANAGEMENT srl.

Home restaurant Hotel più che un semplice B&B 

Estratto intervista del 29 marzo 2017 da corriere comunicazione:

 Proprio in questo lasso di tempo gli operatori del settore, da Gnammo fino alla GC restaurant & management, chiedono a Palazzo Madama di modificare la legge: nel mirino il divieto di incrocio tra attività di home restaurant e B&B e il tetto dei 5mila euro di proventi. Per Gaetano Campolo, Ad della GC restaurant & management, il provvedimento rischia di soffocare il settore e i”il divieto di “esercitare l’attività di home restaurant, anche quando si destinano alcune camere della propria abitazione a bed and breakfast, è un caso unico in Europa”. “L’Home restaurant Hotel rappresenta l’unione naturale tra Social Eating e Social Travelling – prosegue il manager – Questo modello potrebbe permettere con la relativa app e (con molte altre che potrebbero nascere) non solo di affittare una stanza in casa con bagno in condivisione ma anche di cimentarsi in cucina proponendo ai propri commensali un pranzo o una cena in famiglia”. “Negli anni Novanta e inizi del 2000 – sottolinea Campolo – con i telefoni mobili non si potevano creare nuove possibilità oltre che chiamare, inviare sms o giocare a snake, mentre oggi con l’evoluzione tecnologica e con le varie applicazioni che si possono creare per offrire servizi, si aprono nuove frontiere lavorative e nuove opportunità. Per questo l’Unione Europea crede che andrebbero incentivate tutte le forme di sharing economy, ma questo decreto legge non solo mette dei paletti che non aiutano il modello ma inseriscono un provvedimento dove vietano l’unione con gli affittacamere e quindi Home restaurant Hotel dopo ben 21 mesi di attività e marchio brevettato al Ministero dello Sviluppo Economico”. Il nostro sarebbe, conclude Campolo, “l’unico Parlamento in Europa a vietare l’incrocio con i B&B, inventando scuse senza senso a favore di una lobby come Confesercenti e contro lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”.

## RASSEGNA STAMPA DELLA GC RESTAURANT & MANAGEMENT SRL CON INTERVISTE DELL’AMMMINISTRATORE SUI PIÙ IMPORTANTI GIORNALI DI FAMA NAZIONALE ##

All’interno troverete tutte le interviste dell’Amministratore Unico della GC restaurant & management srl sui più importanti giornali nazionali riguardante la legge anticostituzionale portata avanti dal Governo Gentiloni per mano del Movimento CINQUE STELLE. In più troverete nel nostro blog maggiori approfondimenti sulla nostra Applicazione e sul mondo di HrH Home restaurant Hotel.

http://nuvola.corriere.it/2017/02/18/home-restaurant-il-primo-bb-rischia-di-chiudere/

 http://www.ilfattoalimentare.it/home-restaurant-polemica-vincoli.html

 http://www.strettoweb.com/2017/02/intervista-al-reggino-gaetano-campolo-inventore-dellhome-restaurant-hotel-minacciato-da-un-decreto-legge-foto/512578/

 http://www.lastampa.it/2017/01/20/italia/cronache/laccademia-della-crusca-boccia-il-nome-home-restaurant-0kWYnSEQmDvjsW4ClJmgOM/pagina.html

http://m.ilmattino.it/primopiano/articolo-2329568.html

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2017/01/18/home-restaurant-legge-che-ci-regola-lascia-amaro-in-bocca_3d5c108e-1840-4e19-a2e4-83fe5ebe4d55.html

http://www.firenzetoday.it/economia/home-restaurant-firenze-terremotati.html

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/food/2016-11-21/dal-reddito-annuo-numero-coperti-ecco-regole-arrivo-gli-home-restaurant-143619.shtml?uuid=ADiez3yB

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2150252&codiciTestate=1&sez=hgiornali&titolo=La%20Crusca%20bacchetta%20la%20Camera%20dei%20deputati

Home restaurant Hotel Marchio brevettato. Cos’è la Proprietà Intellettuale? 

Fonte Wikipedia 

Con proprietà intellettuale si indica l’apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell’inventiva e dell’ingegno umano; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.


Diritti della Proprietà Intellettuale 
Sono “pacchetti” di diritti esclusivi legati alle varie forme di espressione della conoscenza, delle idee e delle opere artistiche. La moderna proprietà intellettuale include tre principali aree:

brevetti (proteggono le nuove idee)
marchi depositati (proteggono i simboli finalizzati a distinguere le varie aziende)

diritto d’autore (protegge le espressioni artistiche).

La Definìzione Tradizionale

Il termine “proprietà intellettuale” sembra risalire all’Ottocento; infatti, l’Accademia dei Georgofili ne discuteva già nel 1865. 

Tradizionalmente, la dicitura “proprietà intellettuale” indica un sistema di tutela giuridica dei beni immateriali che hanno una sempre maggiore rilevanza economica: ci si riferisce cioè ai frutti dell’attività creativa/inventiva umana come ad esempio le opere artistiche e letterarie, le invenzioni industriali e i modelli di utilità, il design, i marchi. Quindi, al concetto di proprietà intellettuale fanno capo le tre grandi aree del diritto d’autore, del diritto dei brevetti e del diritto dei marchi.

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, IL PARTITO DEMOCRATICO INSIEME AD ALCUNI GIORNALI COME IL FATTO QUOTIDIANO CONTRO HOME RESTAURANT HOTEL START UP ITALIANA 


In questi ultimi giorni una accesa questione sta vedendo impegnato il mondo politico, della comunicazione e del turismo. Protagonista assoluto è l’Home Restaurant, un nuovo progetto di social eating. Di cosa si tratta? L’Home Restaurant consente a tutti coloro che amano cucinare di trasformare la propria cucina in un ristorante aperto a chiunque desideri gustare piatti tradizionali con prodotti locali di altissima qualità. Il fenomeno nasce a New York si diffonde nel Regno Unito e arriva successivamente in Italia. Il reggino Gaetano Campolo, intervistato da StrettoWeb, ne ha ampliato il format dando vita ad un progetto unico al mondo. Gaetano, Amministratore della GC Restaurant&Management srl, è Founder di Home Restaurant Hotel, una start up avviata 21 mesi fa che offre per la prima volta in Italia il servizio di Home Restaurant con la possibilità di affittare delle camere. Da diversi mesi combatte contro il decreto legge presentato alla Camera dei Deputati il 17 gennaio 2017 che vieta l’esistenza di tale servizio accusandolo di concorrenza sleale. “Home restaurant Hotel è l’unione tra social eating e social travelling consentendo, tramite la mia App e quelle che nascerebbero conseguentemente, di affittare una stanza in casa con bagno in condivisione e di cimentarsi in cucina consentendo a chi si trova in città di poter gustare i piatti della tradizione gastronomica italiana preparati in casa con ingredienti di ottima qualità. Non solo, chiunque voglia potrà utilizzare il servizio di car sharing per visitare la città”.
La sua idea nasce per volontà del nonno, noto imprenditore reggino, che ha ispirato il giovane a dare il via ad un progetto che consentirebbe a tutti coloro che non possono permettersi di aprire una struttura alberghiera di poter realizzare un progetto altamente innovativo semplicemente affittando un appartamento. L’App di Gaetano ha come sede legale Reggio Calabria dove avrebbe dovuto installare un call center, nel quartiere di Condera, con 24 dipendenti dando così un valore aggiunto alla nostra città. Perché allora distruggere un progetto innovativo e che ci vede soprattutto i primi al mondo? “Questo decreto, realizzato dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, favorisce le lobby (come la Confesercenti) e non favorisce lo sviluppo e la crescita di una nuova impresa andando contro le regole e norme stabilite dall’Unione Europea che invita tutti gli Stati appartenenti ad incentivare progetti che favoriscono la sharing economica e mirano ad aumentare l’occupazione e lo sviluppo economico. Grazie all’evoluzione tecnologica è possibile creare nuovi servizi che possano incentivare l’occupazione. Il Parlamento italiano è l’unico Parlamento a vietare l’incrocio di tale format con i B&B non comprendendo che questa attività non possa essere comparata minimamente a quella dei ristoranti”, dichiara Gaetano Campolo accusato inoltre di concorrenza sleale. “Concorrenza sleale dove poi? Ho chiesto di verificare tutte le ricevute fiscali che la mia azienda ha emesso, di verificare i locali e le norme igienico-sanitarie prima di approvare una legge che distruggerebbe un progetto così innovativo e utile”. Il suo brevetto è stato registrato da diverso tempo al Ministero dello Sviluppo Economico e nel caso in cui il progetto dovesse essere accettato dall’Italia si potrebbe accedere ai fondi statali. Per questo motivo ha richiesto un incontro al Presidente del Senato, il quale ha negato tale possibilità a causa di improrogabili impegni istituzionali. Campolo non si ferma qui ed ha inviato una lettera alla Commissione Europea ed organizzato una Conferenza Stampa a Firenze, dove si trova il suo B&B, in cui sarà presente l’Onorevole Bianconi, appartenente all’unico gruppo parlamentare che ha votato contro il decreto legge. “Prima di distruggere lo sviluppo economico del nostro Paese è necessario costatarne l’effettiva utilità e innovazione. Il mio progetto ha l’unico obiettivo di aprire nuove frontiere lavorative e di dare nuove opportunità. Il nostro Parlamento si confermerebbe come l’unico in Europa a vietare l’incrocio con i B&B, inventando scuse senza senso a favore di una lobby, come confesercenti, e contro lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”conclude
Per approfondire: 

http://www.firenzetoday.it/economia/home-restaurant-firenze-terremotati.html
http://nuvola.corriere.it/2017/02/18/home-restaurant-il-primo-bb-rischia-di-chiudere/
http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2017/01/18/home-restaurant-legge-che-ci-regola-lascia-amaro-in-bocca_3d5c108e-1840-4e19-a2e4-83fe5ebe4d55.html
http://www.ilfattoalimentare.it/home-restaurant-polemica-vincoli.html
http://www.strettoweb.com/2017/02/intervista-al-reggino-gaetano-campolo-inventore-dellhome-restaurant-hotel-minacciato-da-un-decreto-legge-foto/512578/
http://www.lastampa.it/2017/01/20/italia/cronache/laccademia-della-crusca-boccia-il-nome-home-restaurant-0kWYnSEQmDvjsW4ClJmgOM/pagina.html

Da Uber a Home restaurant Hotel  che cos’è la SHARING economy? 


L’espressione “sharing economy” può essere tradotta letteralmente come “economia della condivisione”, e richiama esperienze di lunga tradizione, soprattutto in Italia, dal mutualismo alle cooperative, fino alle imprese sociali. Si propone come un nuovo modello economico che parte dai reali bisogni dei consumatori, capace di far fronte alle sfide della crisi e di promuovere forme di consumo più consapevoli, basate sul riuso anziché sull’acquisto e sull’accesso invece che sulla proprietà.

Le priorità di varie realtà imprenditoriali degli ultimi anni possono essere sintetizzate in riuso, riutilizzo e condivisione; utilizzano le tecnologie per un modello di economia circolare, in cui professionisti, consumatori e cittadini in generale mettono a disposizione competenze, tempo, beni e conoscenze, con la finalità di creare legami virtuosi, basandosi sulla capacità relazionale della tecnologia. In questo modo, vengono incentivati stili di vita nuovi che riescono a favorire il risparmio o ridistribuzione del denaro, la socializzazione e la salvaguardia dell’ambiente.

Possono essere individuati tre tratti distintivi della sharing economy: condivisione, cioè utilizzare in comune una risorsa; relazione orizzontale tra persone o organizzazioni, dove spariscono i confini tra finanziatore, produttore e consumatore; presenza di una piattaforma tecnologica, in cui le relazioni digitali vengono gestite e promosse grazie alla fiducia generata da sistemi di reputazione digitale.
Tale economia si presenta sotto varie forme, identificabili in: sharing in senso stretto, come condividere la casa o l’auto; crowding, esempio il crowdfunding e crowdsourcing; bartering, il baratto tra privati o aziende; making, inteso come il fai-da-te.
Detto ciò, possiamo quindi affermare che al centro di questo nuovo modello economico troviamo il benessere sociale, il consumo consapevole, il risparmio e la riduzione degli sprechi, vengono invece meno il denaro e l’acquisto come punti fondamentali delle transazioni.
Tra i servizi e le piattaforme più popolari spiccano: “ScambioCasa” e “AirBnB”, i portali che permettono uno scambio di casa tra due utenti o di affittare camere e appartamenti a turisti; “BlaBlaCar” per condividere viaggi e passaggi in auto; “BikeMI” e “Car2Go” per utilizzare tramite prestito bici o auto, pagandone l’utilizzo;  Home restaurant Hotel già operativa come nucleo opartivo a Firenze presto app anche se il Governo Italiano sarà l Unico parlamento a renderla illegale, infatti è nato in braccio di ferro tra la GC restaurant & management Srl proprietaria del brevetto del marchio depositato al Mise e il Governo Italiano che ha già votato in maniera favorevole alla Camera dei Deputati per la chiusura e illegalità dell’app HrH in Italia, partita ancora da chiudere al Senato.
La piattaforma: i servizi delle aziende non vengono più erogati dall’alto verso il basso, ma sono le persone ad incontrarsi per scambiare o condividere beni, tempo, denaro, ecc. Per cui i beni sono posseduti dalle persone e non più dall’azienda

La community: l’attività principale dei servizi è il creare e gestire la propria community, con la quale si instaura un legame forte, improntato sulla socialità, sul vantaggio economico, sull’efficienza del servizio, la comodità ecc. Nasce così una vera e propria relazione bilaterale e continuativa tra interlocutore privato o pubblico e il cittadino. 
La convenienza: i servizi si attivano a seguito di un vantaggio, inteso sia come economico, sia esperienziale, sia legato alla comodità ed efficienza.

 La tecnologia: è il perno sul quale ruota la sharing economy, perché permette l’incontro tra sconosciuti, rendendolo più facile e veloce, abolendo così le distanze anche geografiche.

La conclusione dell’Unione europea è stato un invito agli Stati membri di agevolarla e incentivare ogni forma di SHARING economy al fine di combattere la disoccupazione. 

Quindi viva la SHARING economy sperando che l’Italia non fallisca come IDEOLOGIA DI SVILUPPO con START up italiane pronte a combattere anche in altri paesi al mondo, in attesa di leggi che regolamentino e non che distruggano.
a cura di http://www.gcmanagementblog.com con fonti da Wikipedia.

Per Gnammo missone fallita, il divieto d’incrocio tra Home Restaurant e AFFITACAMERE per Gnammo non è un dramma. SI SARÀ VENDUTO AL GONVERNO????? O avrà paura che HrH invada il mercato italiano sugli Home restaurant e AFFITACAMERE???? O tutte e due le ipotesi?????

Ecco le dichiarazioni del founder di Gnammo che insieme ad altri giornali e politicanti cercano di far credere che questa legge va bene, contribuendo alla distruzione dello svilippo economico, ma a che scopo??

Gnammo è un app che vende solo Home Restaurant mentre Home Restaurant Hotel (HrH) è un app che permette agli utenti non solo di vendere il proprio Home restaurant ma anche di mettere a disposizione una camera con un bagno anche IN condivisone unendo per la prima volta il social travelling e il social eating, di conseguenza QUESTO PROVVEDIMENTO VIETA AD HRH DI LAVORARE IN ITALIA, DI CONSEGUENZA 0 COMPETITOR PER LE PIATTAFORME PER HOME RESTAURANT E LE PIATTAFORME PER AFFITACAMERE FACENDO SCOMPARIRE DAL TERRITORIO ITALIANO UN PROGETTO ITALIANO CHE SARÀ COMUNQUE PRESENTE IN ALTRI TERRITORI. 

Gnammo complice della distruzione dello sviluppo economico per interessi personali.

Riportiamo dichiarazioni dell’Amministratore della GC Management Gaetano Campolo del 6 ottobre 2015 e la filosofia è sempre la stessa, siamo solo passato da franchising ad App grati per chiunque voglia lavorare.

http://www.citynow.it/nuovo-home-restaurant-hotel-a-pisa-la-gc-management-del-giovane-imprenditore-reggino-si-espande-e-punta-al-franchising/
L’obiettivo del fondatore Gaetano Campolo è quello di fare crescere un nuovo modo di fare ospitalità, affermando che
“Home restaurant Hotel racchiude tutto l’amore e la passione che negli anni ho maturato, all`interno dell’home restaurant hotel, inserendo servizi che ormai I classici Bed and Breakfast ed alcuni Hotel hanno perso, riusciamo a fare concorrenza alle classiche strutture ricttive lavorando con dedizione ogni giorno.

 Il Turismo ad oggi è uno dei più grandi mercati del nostro Paese, l`Italia e` un Paese meraviglioso ed il turismo non dovrebbe limitarsi a città come Firenze Roma e Venezia ma si dovrebbe lavorare per aprire le frontiere anche e sopratutto al Sud Italia, costruendo una rete di trasporti e collegamenti che ad oggi sono il vero grande Fallimento di tutto il Mezzogiorno”.

ITALIAN GOVERNMENT AGAINST ECONOMIC DEVELOPMENT AND EUROPEAN UNION’S WILL Lettera di Appello dell’Amministratore della GC Management srl alla Commissione Europea SHARING Economy e a tutti gli Europarlamentari 

Dear European fellow citizens,
I am addressing every single member of the European Parliament, the Economic Development Commission and the Commission in charge of the Sharing Economy. I am addressing You, as the highest pertaining European body, in order to ask for Your intervention against the law that has been voted on the 17th of February 2017 by the Members of the Italian Parliament, now pending a discussion in the Senate, through which they intend to set up strange and senseless mandatory conditions. More specifically, this measure affects me, my company, my start-up, my app (which has costed me 21 months of work) since it forbids the “cross” between landlord (even in a non-entrepreneurial form) and home restaurant, justifying such measure as a prevention from unfair competition.

I would like to point out that the Hotel Restaurants, according to the European Parliament, should be encouraged and facilitated like the whole Sharing Economy, as a boost to employment opportunities and economic improvement: my company can prove that it has always worked in full accordance with the applicable laws and, therefore, it has never fostered any form of unfair competition. We could easily hold in evidence every single invoice issued.

If the Senate of the Italian Republic confirmed such measure, my Hotel Restaurant and my app, both created by a young Italian entrepreneur without any economic incentive, would turn out to be illegal: in this regard, I am about to forward my letter which has been published by several Italy national newspapers such as Il Sole 24 Ore, La Stampa, Ansa, Il Fatto Alimentare, Italia Oggi. Following, You can find the links to my complete declarations on the websites of the newspapers that are following this journalistic inquiry, because it does not make any sense to destroy economic development by denying numerous Italians the possibility of exploiting their own estates to increase the cadastral income and to create new economic solutions.

 

“I am Gaetano Campolo, director of GC Restaurant & Management srl, I am writing this declaration after having learnt what has happened at the Chamber of Deputies on 17th of January 2017 with regard to the Decree Law about Home restaurants.

As a young entrepreneur and as the founder of Home Restaurant Hotel, a start-up launched 21 months ago and the world’s first start-up to offer Home Restaurant and landlord service, I am asking You to verify all the fiscal invoices my company has issued since its beginning, to verify our sanitary standards and our premises thence, in case, to attest any illegality.

Home Restaurant Hotel represents the natural union between Social Eating and Social Travelling and my model could allow, by means of our app (many others could spread), not only to rent a room inside a house with a shared bathroom, but also to try out cooking a pleasant meal.

Unlike the recent past, nowadays technology allows us to create apps to offer services, to open new work frontiers and new economic opportunities. For this reason, the European Union believes that all the forms of new economy should be incentivized: but this Decree Law not only sets up mandatory conditions but also introduces a measure which forbids the union with the landlords and, as a result, Home Restaurant Hotel would cease its legal and fitting development after 21 months of activity and a patented brand by the Ministry of Economic Development. The only Parliament in Europe to forbid the “cross” with the B&Bs, by inventing senseless excuses in favor of a lobby like Confesercenti and against the growth and the development of our country”.

È il momento di Home restaurant Hotel, presto app se il Senato boccia il provvedimento che vieta l’incrocio con gli AFFITACAMERE.

L’INCROCIO NATURALE TRA SOCIAL EATING E SOCIAL TRAVELLING MADE IN ITALY, PRIMI AL MONDO.


Unisce le cene social, gli ingredienti fatti in casa e la possibilità di prenotare una lussuosa camera all’interno di un palazzo del ‘700
Home restaurant, che passione! L’Italia accoglie con piacere la nuova frontiera e, come spesso accade, Firenze si scopre pioniera. Nella città di Dante, infatti, ha visto la luce il primo home restaurant che è anche bed&breakfast: Home Restaurant Hotel. Che offre un nuovo modo di accogliere il cliente, che viene coccolato in tutti i momenti clou della giornata e che può godersi lo splendido centro storico della città (la struttura si trova proprio in centro). Il progetto è nato dalla voglia di utilizzare il web per organizzare cene tematiche – e questa è la concezione dell’home restaurant – ma senza lasciare poi l’ospite in strada. Ecco quindi l’idea di affiancare il b&b per dare anche la camera e la prima colazione a chi si trova a Firenze per una vacanza o, chissà, per lavoro. Internet, e i social in particolare, sono il veicolo per incontrarsi e promuovere la cena che si sogna da tempo; in più, il sito web di nuova generazione dove è possibile prenotare il tavolo o una camera del b&b. L’Home Restaurant Hotel ha trovato l’incrocio perfetto tra la tradizione e l’innovazione, tra il social e la voglia di incontrarsi faccia a faccia davanti a tante cose buone. Il fondatore, il cuoco Gaetano Campolo, è in grado di far gustare le specialità tutte italiane della tradizione secolare nostrana, grazie a un’equipe di chef professionisti che utilizza ingredienti esclusivamente preparati in casa. Dopo la cena, in cui si potrà bere senza preoccuparsi del ritorno in auto, la possibilità di alloggiare in una delle lussuose camere, ospitate in un palazzo del ‘700. Anche in questo caso, si fondono la bellezza fiorentina e le nuove tecnologie. Tra affreschi e tetti a cassettoni, infatti, c’è l’arredamento moderno e funzionale con tanti accessori di alta tecnologia. Ogni stanza è predisposta con smart tv, iPad e consolle per i videogiochi. L’eccellenza sta, comunque, nella cucina dell’home restaurant ‘La boutique del gusto’. Lo chef condivide con tutti i commensali la passione e la cura per la qualità casereccia dei menu, che ogni settimana sono diversi. Un pranzo o una cena social, letteralmente. Siamo davvero alla nuova frontiera: calore familiare, cura per i dettagli, ma hotel che non ha nulla da invidiare a quelli stellati.

Porta Home restaurant Hotel in casa tua, se prenoti dal 24 dicembre 2016 al 06/01/2017 avrai un 50% in meno 

Un nuovo modo di lavorare è arrivato, presto con la nostra app e con il corso di un mese #homecooking anche tu potrai essere protagonista.

PER NATALE REGALATI LA LICENZA HRH E IL CORSO DI HOME COOKING TENUTO DALLA GC MANAGEMENT SRL IN 11 città ma valido in tutta Italia.

FIRENZE: 7 eventi previsti per il lancio dell’app HrH con il primo inaugurale a Firenze con un TESTIMONIAL di grande spessore per dare il via alla campagna pubblicitaria del corso HrH che comprende oltre le licenze anche un corso di #homecooking tenuto da Chef Stellati e Importanti manager d’Hotel. 
Il corso avrà un costo di 3000 euro ma per chi prenota tramite i nostri contatti Facebook avrà uno sconto del 50 %.

I corsi partiranno da Marzo 2017 a #catania #palermo #reggiocalabria #napoli #roma #firenze #bologna #venezia #milano #torino e #cagliari 

Per info 

http://www.gcmanagementblog.com

Oppure 00393343390681 per parlare direttamente con un manager della GC management srl proprietaria del Brevetto.

Renzi nei panni del Sergente Maggiore Hartman tramite i suoi soldati senza cervello distrugge lo sviluppo economico del Paese

Giorno 8 novembre 2016 il giorno prima del responso delle Elezioni Americane il Governo Renzi decide di mettere dei paletti all’attività di Home restaurant e distruggere dopo due anni di attività Home reataurant Hotel e B&B della GC management srl attivo da due anni con marchio brevettato al Mise.

Riproponiamo l’articolo del giorno 11 novembre 2016 della giornalista #donatamarrazzo #sole24ore #food24ore

NOTIZIE

Dal reddito annuo al numero di coperti, ecco le regole in arrivo per gli home restaurant

di Donata Marrazzo

I cuochi del social eating lo aspettavano da mesi. Qualche giorno fa la X Commissione delle attività produttive della Camera ha concluso l’esame del testo che disciplina che disciplina l’attività di ristorazione in abitazione privata : 7 articoli regolamentano per la prima volta l’home restaurant, al fine di valorizzare e favorire la cultura del cibo tradizionale e di qualità. Nella Ue 28 miliardi generati dalla sharing economy La discussione in Aula del disegno di legge ha colto in pieno l’invito della Commissione europea a definire un’agenda per l’economia collaborativa (Comunicazione presentata nello scorso mese di giugno): l’Ue crede nella sharing economy e invita gli Stati membri a favorirne lo sviluppo, quale contributo importante alla crescita e all’occupazione. A generare fiducia nei nuovi modelli di business sono i numeri: lo scorso anno il reddito lordo originato nell’Unione dalle piattaforme collaborative è stato di circa 28 miliardi di euro. Cosa cambia in Italia nel mondo del social dinner? Se in Francia gli home restaurant vengono incentivati, da noi è stop alla deregulation. “L’attività finalizzata alla condivisione di eventi enogastronomici esercitata da persone fisiche all’interno delle unità immobiliari ad uso abitativo di residenza o domicilio, proprie o di un soggetto terzo, per il tramite di piattaforme digitali che mettono in contatto gli utenti, anche a titolo gratuito e dove i pasti sono preparati all’interno delle strutture medesime” trova nel nuovo testo di legge tetti, limiti e paletti. Esultano in pochi, soddisfatta la Fipe che da tempo si appella alla concorrenza sleale, ai rischi per la salute pubblica e per l’evasione fiscale per arginare “un fenomeno che distorce il mercato”.

Il “soggetto gestore”, l’ “operatore cuoco” e l’ “utente fruitore”

La fantasiosa nomenclatura del social eating si irrigidisce in definizioni tecniche: il “soggetto gestore” è la piattaforma digitale (Gnammo, ad esempio) che garantisce che le informazioni relative alle attività degli utenti iscritti, ovvero l’“operatore cuoco” e l’”utente fruitore”, siano tracciate e conservate, seppur nel rispetto delle vigenti norme sulla privacy. La piattaforma è inoltre tenuta a rendere disponibili le informazioni agli enti di controllo competenti. L’ottica è quella di “ stabilire innanzitutto delle garanzie per gli utenti”, come dichiara il relatore Angelo Senaldi (Pd). E leale concorrenza.

Coperti e pagamenti elettronici
L’attività di home restaurant deve essere saltuaria. Non può spingersi oltre il limite dei 500 coperti l’anno. E i proventi non possono superare i 5mila euro in 12 mesi. Necessario precisare, chiedono gli interessati, se la cifra va intesa come “utile”. Si attende un chiarimento da parte della Ragioneria generale dello Stato. Il pagamento deve avvenire tramite la piattaforma che gestisce le prenotazioni, attraverso carta di credito o bancomat. Mai ospiti a sorpresa: la partecipazione dell’ “utente fruitore” all’evento enogastronomico a domicilio richiede in ogni caso l’assenso da parte dell’ “operatore cuoco”. Gli appuntamenti per pranzi e cene devono essere on line almeno 30 minuti prima del loro svolgimento. L’eventuale cancellazione del servizio deve rimanere tracciata.

Assicurazione per cuochi e immobili

Fra le responsabilità del soggetto gestore della piattaforma digitale, c’è quella di informare gli “utenti fruitori” che l’ home restaurant è un’ “attività non professionale di ristorazione”. Deve verificare inoltre che i cuochi siano coperti da polizze assicurative e che l’unità immobiliare ad uso abitativo sia coperta da apposita polizza sulla responsabilità civile verso terzi. Chi gestisce le piattaforme infine garantisce che chi si cimenta ai fornelli sia in possesso dei requisiti previsti. A cominciare dall’Haccp per l’ igiene dei prodotti alimentari e dall’ abitabilità dell’immobile. La piattaforma Gnammo, la più diffusa in Italia, sta lavorando a un progetto di formazione per cuochi casalinghi.
Scia obbligatoria e divieti
Necessaria anche la Scia per segnalare al Comune l’avvio dell’attività. La dichiarazione produce effetti immediati. In caso contrario, si chiude e si rischia l’applicazione di sanzioni amministrative: multe da 2.500 a 15.000 euro. Per i sostenitori della sharing economy la procedura “snatura gli home restaurant, connotandoli come attività commerciali”. Il provvedimento vieta anche di sommare il social eating al servizio di affittacamere che prevede la destinazione di unità immobiliari a uso abitativo (AirbnB, ad esempio) ad attività turistico-ricettive in forma non imprenditoriale. “Il rischio è che diventino un secondo lavoro, magari in nero – aggiunge Senaldi -. Per questo il testo di legge vieta ai Bed & Breakfast di praticare attività di home restaurant”.

Le contestazioni 

Per Giambattista Scivoletto, fondatore di hoerestaurant.com , il provvedimento rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura nei confronti di questa promettente attività di sharing economy. L’obbligo di registrazione sulle piattaforme web e quello di acquisire pagamenti solo in forma elettronica impedirà l’85% delle nuove aperture. Nessuno potrà avviare un home restaurant, promuoversi con il passaparola o con un proprio sito web”. Gaetano Campolo, che ha registrato il marchio Home Restaurant Hotel, per la sua attività nel centro storico di Firenze (72mila euro investiti) in cui abbina l’affitto delle camere e l’home restaurant, attende spiegazioni. La speranza è riposta in una pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, prima che la legge arrivi in aula per il voto finale.