La Calabria non vola, l’alta velocità si ferma a Salerno, come si può parlare di turismo? 

La Calabria non vola. Anzi. Nel giro di pochi giorni, è stato preannunciato il funerale per due dei tre scali aerei della regione: l’aeroporto di Reggio Calabria, e il Sant’Anna di Crotone. Entrambi sopravvissuti al fallimento delle società di gestione a guida pubblica, ora rischiano l’estrema unzione.La crisi dello scalo dello Stretto non è nuova. Adesso però è arrivata la ciliegina sulla torta a far crollare un sistema già in crisi: Alitalia ha annunciato che abbandonerà lo scalo. I rappresentanti dell’ex compagnia di bandiera lo hanno comunicato in una telefonata al presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa. Il motivo sarebbero le perdite accumulate da Alitalia nello scalo reggino, pari a 6-8 milioni l’anno, tra la continua emorragia di passeggeri e i prezzi poco concorrenziali. A rischio ci sono circa 200 posti di lavoro. «Quello che sta accadendo è una tempesta negativa perfetta», commenta Nino Cortillo, segratario nazionale della Filt-Cgil. Perché l’addio di Alitalia arriva insieme al fallimento della Sogas, la società pubblica guidata dalla provincia reggina che ha gestito lo scalo. Dopo anni di scelte manageriali che i sindacati definiscono «insensate» e nomine politiche, il 24 ottobre scorso è stato nominato il collegio della curatela fallimentare con la possibilità di un esercizio provvisorio di tre mesi. A fronte, però, dell’impegno della provincia di Reggio Calabria di destinare 696mila euro. Impegno che l’ente avrebbe da poco confermato. Giusto per mantenere in vita l’aeroporto il tempo necessario all’arrivo dei risultati del bando di gara emesso dall’Ente nazionale aviazione civile (Enac) per la concessione trentennale della gestione degli scali di Reggio e Crotone.

Ma ora con l’annuncio dell’addio di Alitalia, l’aeroporto che già prima era un malato terminale rischia di andare incontro a morte certa. Su circa 500mila passeggeri, il 75% dell’attività è coperta da Alitalia. «La decisione di Alitalia di andare via significa quindi la chiusura dell’aeroporto», conferma Cortillo. «E le società che hanno presentato un’offerta, senza Alitalia è come se acquisissero un’infrastruttura vuota». Un aeroporto senza aerei. Il bando Enac quindi è a rischio e le offerte potrebbero essere ritirate. Trascinando sul fondo anche l’aeroporto di Crotone, dove pure i politici locali sono in attesa degli esiti della gara per salvare il malandato scalo aereo della costa ionica. L’unica soluzione è che da Palazzo Chigi qualcuno metta mano al portafoglio per convincere Alitalia a restare in riva allo stretto. «Altrimenti al posto dell’aeroporto ci sarà presto solo una prosecuzione del lungomare», dice Cortillo. Condannando Reggio Calabria all’isolamento definitivo.

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